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Glossary

Questo glossario è stato redatto con l’aiuto di alcune autorevoli fonti (*), con l’aggiunta di alcuni termini da me imparati durante gli anni e con una buona dose di ricerca linguistica. E’ da considerarsi come un elenco indicativo e, siccome la maggior parte dei nomi delle legature è descrittivo e i kanji utilizzati possono cambiare significato a seconda del contesto, non bisogna affatto prenderlo per oro colato. Inoltre non ha la pretesa di essere esaustivo anche se cercherò di ampliarlo costantemente con immagini esplicative e nuove terminologie. Se siete a conoscenza di termini e/o se trovate degli errori/discrepanze in quelli elencati, per favore fatemelo sapere via mail (andrearopes@gmail.com).

(scorrete sopra i link per visualizzare le eventuali immagini)

 

This glossary was compiled with the help of authoritative sources (*), with the addition of some terms I learned over the years and with a good dose of linguistic research. It’s just a list of common terms and, since most of the names of bindings is descriptive and kanji used for it can change meaning depending on the context, is not carved in stone. It also does not claim to be exhaustive even though I will try to constantly expand it with explanatory images and new terminologies. If you are aware of terms and / or if you find errors / discrepancies in those listed, please let me know by mail (andrearopes@gmail.com).

(Roll over the links for english and for images)

 

(*) thanks to: Ropemarks, Master “K”, Tatu, Stefano Laforgia.

 

 

-A-
Agura/agoura shibari: Termine generico per indicare una seduta a gambe incrociate (simile ad ashi ura shibari).

Akechi Denki: 11 Settembre 1940 – 17 luglio 2005 (64 anni), Nawashi.

Arisue Go: Nato nel 1954, Nawashi.

Aomuke zuri: Termine generico per indicare una qualsiasi sospensione a faccia in sù.

Aranawa : Corda di riso.

Asanawa : Corda tradizionale, in fibra naturale, usata per lo stile giapponese, costruita con una ritorsione dei trefoli molto più blanda rispetto alle normali corde. Generalmente le corde da shibari sono lunghe dai 7 agli 8m e con un diametro tra i 4 e gli 8mm. Ad ogni estremità viene di solito fatto un nodo le cui funzioni sono principalmente di impedire ai trefoli di srotolarsi e di agevolare la giunzione di altre corde, nonchè vengono anche utilizzati per chiudere la legatura senza un vero e proprio nodo di chiusura semplicemente arrotolando la corda alla legatura stessa. Le corde devono essere trattate prima di essere utilizzate per lo shibari e ogni nawashi ha il proprio personale metodo di preparazione e di manutenzione volto a migliorare la pieghevolezza e la longevità delle corda (ecco qui il mio).

-B- 

Bakushi: Abbreviazione di Kinbakushi.

Bari: Abbreviazione di shibari.

Battendome: Frizione ad X (es: la frizione usata per chiudere il giro superiore di un TK stile Osada, Kanna, Kinoko etc.).

Bo shibari: Legatura ad un palo.

-C-

Chikubi : Capezzolo.

Chitsu : Vagina.

-D-

Daruma: Le bambole daruma, dette anche bambole dharma, sono figurine votive giapponesi senza gambe né braccia, che rappresentano Bodhidharma (Daruma in giapponese), il fondatore e primo patriarca dello Zen. I colori più comuni sono: rosso (il più frequente), giallo, verde e bianco. La bambola ha un volto stilizzato da uomo con barba e baffi, e gli occhi sono dei cerchi di colore bianco. Usando dell’inchiostro nero, bisogna disegnare un solo occhio esprimendo un desiderio; se il desiderio dovesse avverarsi, verrà disegnato anche il secondo occhio.

Daruma Shibari: Legatura molto impegnativa in cui la persona legata è piegata in due con il busto tra/sulle le gambe e le braccia legate avvolgendosi alle cosce. Nella posizione finale la persona legata sembra essere senza gambe e senza braccia ricordando quindi le bambole daruma.

Deshi: Termine per indicare lo studente, l’allievo. Nello shibari è inteso più specificamente come l’aiutante del maestro, l’assistente, colui che grazie alla sue doti e alla grande passione potrà portare avanti il lavoro del suo maestro. Esempi di Sensei/deshi sono Akechi Denki/Kanna Nawashi e Chimuo Nureki/Akira Naka. Così come per “Sensei” non ci si presenta come “deshi”.

Do Nawa: Corda in vita, più specificamente la corda che supporta il punto vita durante una sospensione.

Dojo: la stanza o sala in cui il judo e altre arti marziali sono praticate. Spesso il termine è riferito anche allo Shibari per via della sua discendenza dall’hojōjutsu.

Dorei: Letteralmente, schiavo. La parola Dorei è stata presa in prestito dal greco per indicare schiavitù nell’antica Europa orientale. Lo “Slave play” in Giappone è in realtà molto raro, questo termine è considerato abbastanza duro e crudele se utilizzato su una persona “sottomessa” nelle corde.
Dorei no Jotai – condizione di schiavo.

-E-

Ebi shibari: Legatura del “gambero”, per via della forma finale della legatura. E’ una delle più antiche legature tradizionali. Il soggetto viene legato in posizione seduta a gambe incrociate e il petto e la testa sono ripiegate e legate alle gambe. Questa posizione diventa dolorosa nel tempo, creando una sensazione di bruciore alla colonna vertebrale che si irradia in tutto il corpo.

Ebizeme: Ebi- gambero, zeme (deriva da seme- tortura). Metodo di tortura attraverso la legatura del gambero (vedi ebishibari),  era una forma di tortura indicata dallo shogunato Tokugawa nel 1742 come una delle 7 punizioni ufficiali per i criminali e nemici dello stato.

Ebizuri: Ebi- gambero, zuri (deriva da tsuri- sospensione), sospensione nella posizione del gambero (ebishibari)

Edo: Il periodo di Edo (江 戸 時代 Edo Jidai) O il periodo Tokugawa (徳 川 時代 Tokugawa jidai) è il periodo storico  tra il 1603 e il 1868 nella storia del Giappone, quando la società era sotto il dominio dello shogunato Tokugawa e 300 daimyo regionale del paese . Il periodo è stato caratterizzato da una crescita economica nonostante le politiche estere isolazioniste. Vigeva un rigoroso ordine sociale, attenzione particolare era data al riciclaggio dei materiali, alla gestione sostenibile delle foreste e al godimento delle arti e della cultura. Fu una società stabile basata sul principio dell’autosostentazione.  Il shogunato è stato ufficialmente istituito a Edo il 24 marzo 1603, da Tokugawa Ieyasu. Il periodo si è concluso con la Restaurazione Meiji il 3 maggio 1868, dopo la caduta di Edo.

-F-

Fundoshi: Biancheria intima tradizionale giapponese. Composto da un pezzo di cotone che viene legato al corpo, sotto l’inguine, formando una specie di perizoma che lascia le natiche scoperte. La misura tradizionale è di 2,5 metri x 36 cm.

Furoshiki: Il furoshiki (風呂敷) è un tipico involucro quadrato di stoffa, tradizionalmente utilizzato in Giappone per trasportare vestiti, bentō, regali e altri beni. Nello shibari viene comunemente utilizzato per trasportare le corde.

Futomomo shibari: Futomomo significa coscia. Futomomo shibari è una qualsiasi legatura che riguarda le coscia.

Futomomo zuri: E’ una sospensione fatta attraverso l’utilizzo di un futomomo shibari.

-G-

Ganji garame: Corda da mummificazione. Più semplicemente, ogni legatura che imprigioni completamente il corpo.

Gote: Mani dietro. Con gote shibari si intende una legatura con le mani legate dietro la schiena (per estensione anche Ushiro takate kote può essere considerato come un gote)

Gyaku-ebi shibari: Legatura del gambero (ebi) al contrario, molto simile all’occidentale hog-tie. In questa legatura le mani e i piedi sono legati sul dietro della persona. E’ anche chiamato hog-tie giapponese.

Gyaku-ebi zuri: Sospensione effettuata tramite un Gyaku-ebi shibari.

Gyaku shakuhachi shibari: Shakuhachi (flauto) al contrario, un sorta di strappado.

-H-

Hakodome: E’ una frizione a forma di “scatola”. Con questo termine generalmente si indica la frizione a “doppia mezza luna” che chiude la seconda fascia in un Osada Steve TK.

Hanazeme: Tortura del naso. Comunemente fatta con un gancino attaccato ad un elastico e legato in modo da tirare il naso all’indietro.

Hashigata: a forma di ponte. vedi anche Aomoke zuri.

Hashira shibari: “Hashira” significa pilastro, colonna, palo. E’ quindi una legatura verticale praticata su un “hashira”.

Hibarimusubi:   Hibari- allodola, musubi- nodo. Meglio conosciuto come “nodo a bocca di lupo” viene spesso usato per unire le corde.

Hikyaku zuri: Hikyaku è il postino. Questa è anche conosciuta come “sospensione dell’uomo che corre”, in quanto la persona sospesa viene legata facendole assumere la posa del “hikyaku” come tradizionalmente raffigurato nei disegni.

Hishi shibari: Questa legatura deriva dalle prime tecniche di hojojutsu e crea delle forme a rombo/diamante (hishi). Con hishi shibari ci si riferisce a qualsiasi legatura che disegni sul corpo degli “hishi”, come ad esempio quello che viene impropriamente detto “karada”. Altri sinonimi sono “Hishigata” e “Hishi nawa shibari”.

Hishi Gote: E’ un “gote shibari” con delle forme a “hishi” sul davanti.

Hojo hishi: Combinazione di tecniche di hojojutsu con schemi a rombi (hishi).

Hojojutsu: L’hojojutsu (捕縄術 Hojōjutsu) (o nawajutsu (縄術 Nawajutsu)) è l’arte tradizionale giapponese di imprigionare una persona mediante corde o funi. Comprendente molti materiali diversi, tecniche e metodi di scuole differenti, l’hojōjutsu è un prodotto sui generis della storia e della cultura giapponese. In quanto arte marziale, l’hojōjutsu è raramente, o mai, insegnato da solo, bensì come parte di un programma di studi di bugei o budō, spesso fra gli studi avanzati del jūjutsu. Le tecniche e i metodi dell’hojōjutsu sono raramente dimostrati al di fuori del Giappone.

Honmusubi: letteralmente è il nodo piano. (vedi)

Houchi: Lasciare com’è, lasciare solo. Nel contesto dello shibari descrive il lasciare la persona legata a godere/soffrire nella legatura.

-I-

Ishidaki: Forma di tortura in cui la vittima giace inginocchiata su dei cunei con delle lastre di pietra posate sulle cosce.

Ito Seiu: Ito Seiu (伊藤晴雨 Itō Seiu), o Itoh Seiyu  (Tokyo, 3 marzo 1882 – Tokyo, 28 gennaio 1961) pittore giapponese, considerato il “padre del kinbaku”.

Iwato-nawa shibari: Il termine si riferisce ad una legatura in cui delle corde tengono aperte le gambe del soggetto legato, esponendone così i genitali. Il mito da cui prende il nome questa legatura racconta che la dea del Sole Amaterasu gettò il mondo nel buio, nascondendosi in una caverna vicino ad un posto chiamato Iwato. Nel tentativo di farla uscire nuovamente, la dea Ama-no-Uzume (detta anche dea dell’alba) danzò nuda davanti all’ingresso della caverna. Incuriosita, Amaterasu uscì per poterla guardare e grazie a questo stratagemma l’entrata della caverna le fu chiusa alla spalle, facendo così risplendere nuovamente la luce sul mondo.

-J-

Jiai shibari: Jiai- gentilezza, amore, quindi letteralmente è la legatura dell’amore. La persona è legata con le braccia davanti come se stesse abbracciandosi.

-K-

Kagerou shibari: libellula, le braccia distese legate dietro la schiena con un disegno a hishi nel mezzo. Una specie di strappado.

Kaikyaku kani shibari: Kaikyaku- a gambe aperte, kani- granchio. Significa quindi “legatura del granchio a gambe aperte. Gli avambracci e i polsi del soggetto vengono legati alle rispettive caviglie e tibie, successivamente poi vengono applicate corde attaccate a punti fissi per agevolare l’apertura delle gambe.

Kami shibari: Kami significa capelli, quindi questo termine si riferisce a qualsiasi legatura dei capelli.

Kamoi: significa architrave. In una casa tradizionale giapponese è la trave in cui  le parti superiori delle porte scorrevoli (fusuma) o delle finestre di carta (shoji) vengono inserite per poter scorrere. E’ abbastanza frequente trovare foto di persone legate al kamoi.

Kanna: Nato nel 1972, Nawashi. Deshi di Akechi Denki.

Kannuki: significa letteralmente chiavistello: Nello shibari questo termine si riferisce ad una corda di “sicurezza” che assicura altri avvolgimenti di corda. E’ conosciuto come tome/tomei nawa (“corda che ferma”) o shibori nawa (“corda che strizza”).

Karada: Termine generico per  dire “corpo”. Indica una larga varietà di imbragature e vestititi di corda.

Kariudo shibari: Vedi Teppo shibari.

Kata-Ashi zuri shibari: Tutte le posizioni dove una gamba viene alzata verso l’alto. Può essere eseguita con il soggetto in piedi in equilibrio sulla gamba non sollevata, oppure anche con il soggetto legato disteso.

Kata-Ashi Sakasa zuri shibari: semplicemente è un kata-ashi zuri shibari ma sottosopra, quindi significa sospensione per una gamba sola a testa in giù.

Katate kubi shibari: letteralmente, legatura di una mano.

Kazami RankiNawashi. (23 maggio 1962). E’ anche conosciuto come “l’atroce Nawashi”.

Kazari nawa: Corda decorativa, di ornamento. Generalmente fatta utilizzando la corda rimanente da una specifica legatura.  ***

Kikkou shibari: Legatura a guscio di tartaruga. Il design del Kikkou è una figura a 6 lati che si trova sui gusci delle tartarughe e che viene ricreata con le corde sul corpo della persona legata. Non è da considerarsi come un hishi shibari.

Kinbaku: Legare stretto; bondage sessuale. L’arte del bondage erotico tradizionale giapponese.

Kinbaku-bi: Generalmente tradotto “La bellezza dell’arte del bondage erotico tradizionale giapponese”. Ossia, lo shibari fatto in maniera tradizionale con scopo estetico e/o erotico.

Kinbakushikinbaku = “legare stretto” e shi = “insegnante, maestro, un mentore”. Generalmente definito come “Maestro di bondage giapponese”. In questo caso il termine “shi” ha una valenza onorifica, ed è un termine che il kinbakushi non può auto darsi o richiedere perchè sarebbe considerato arrogante. Gli studenti usano questi termini (bakushi, nawashi…) quando sentono che l’insegnante o il mentore ha effettivamente insegnato loro qualcosa ed è quindi meritevole di tale rispetto, non il contrario. In questo modo un maestro di corda o sensei non si definirà  un kinbakushi, Nawashi o sensei, bensì saranno i suoi discenti a rivolgersi a lui in quel modo, in omaggio a quanto ricevuto ed appreso. vedi anche Bakushi, nawashi, nawa sensei.

Kiritsu: Comando usato per alzarsi, generalmente dalla posizione in ginocchio (seiza).

Koryu: Termine giapponese tradotto lettereralmente con “vecchio stile, tradizionale”.

Koshinawa: koshi- bacino, fianchi, nawa- corda, è quindi la corda/struttura che supporta il bacino durante una sospesione.

Koutoubu Ryo-tekubi shibari: Ryo-tekubi shibari (mani legate) con i polsi dietro la testa (Koutoubu- nuca). Anche chiamata “Koutou ushiro te shibari

Kubi zuri: “Kubi” in questo caso significa “collo”, è quindi una (semi)sospensione per il collo.

Kuzushi nawa: E’ un termine per descrivere una legatura non strutturale, asimmetrica, volutamente caotica o imprecisa.  Deriva dall’arte della calligrafia giapponese ed è usato per descrivere ad esempio la ceramica volutamente deforme però anche squisitamente bella utilizzata per la cerimonia del tè. Questo stile di legatura è da considerarsi di alto livello e non va confuso con qualcosa di amatoriale.

-M-

Ma: letteralmente “intervallo e l’approccio”. Nelle arti marziali si riferisce alla distanza tra gli avversari. E’ un concetto complesso che si riferisce sia allo spazio tra legatore e modella, sia al modo in cui il legatore si avvicina, e anche al ritmo o tempo nel legare.

M-ji-kaikyaku shibari: letteralmente legatura a gambe aperte a forma di lettera M. E’ una legatura della caviglia alla coscia in posizione seduta che fa assomigliare la modella alla lettera M. Aldilà della connessione con la lettera dell’alfabeto occidentale, questa legatura è molto antica e viene menzionata in alcune versioni dello Shijuhatte, la versione giapponese del Kamasutra, contenente 48 posizioni sessuali che arrivarono in Giappone dopo il 550 d.C.,  probabilmente della Cina.

M-ji-kaikyaku zuri shibari: Sospensione in “M-ji-kaikyaku shibari”. Utilizzando un takate kote o un gote come supporto del busto, si sospendono le coscie divaricate davanti al corpo in una foggia che ricorda la lettera “M”. E’ anche chiamata “M zuri”, “Ryo-ashi zuri” o più semplicemente “Kaikyaki zuri”.

M-Jo:  M è l’abbraviazione di “masochista” e Jo un suffisso per dire donna, ragazza o figlia. E’ il termine comunemente più accettato in Giappone per descrivere chi viene legato, il “sottomesso alle corde”. Siccome però molte delle persone che si fanno legare (sul palco o che posano per delle foto) non sono in una relazione col legatore, sarebbe offensivo considerarle M-Jo quindi si definiscono semplicemente “modelli”.

M-o: termine maschile di M-Jo

Marumusubi: somerville bowline (vedi)

Mata zuri: Sospensione per l’inguine (mata).

Matanawa: Termine generico per ogni legatura dell’area del pube e del bacino. Legatura conosciuta impropriamente anche come “sakuranbo”, ciliegia.

Meijin: Maestro inteso come persona esperta.

Menkyo: letteralmente “licenza, permesso, certificato”, è quindi il permesso di insegnare lo stile del proprio Sensei (maestro). Questo permesso non è dato alla leggera, il livello di comprensione ed esecuzione dello stile deve essere molto profondo e considerato molto buono dal Sensei.

Miura Takumi: Nawashi.

Mizuzeme: Mizu- acqua, zeme deriva da seme- tortura, quindi tortura dell’acqua.

Momo shibari: Legatura della pesca. Legatura distintamente sessuale che mette la persona legata in equilibrio sulle ginocchia e sul torso, in modo tale da avere il sedere in posizione rialzata ed esposta. Le mani sono legate e portate sotto il corpo, tra le gambe, e attaccate alle caviglie. Per esempio, “kaikyaku kani shibari” equivale a questa posizione però al contrario.

Mudanawa: Muda- futilità, inutilità, è quindi un termine per descrivere corde solamente decorative (“inutili”).

Muganawa: Muga- altruismo. Il termine si riferisce alla pratica di legare non per il vostro piacere, bensì per il piacere della persona legata.

Munenawa: Mune- petto, corda sul petto.

Musubime: Semplicemente, un nodo. vedi anche honmusubi o marumusubi.

-N-

Nawa: Corda.

Nawa ato: Segno della corda.

Nawa kai: Kai- meeting, party però anche associazione, club. Quindi il nawa kai è un club di corde, per esempio il Kannawakai è il club di corde di Nawashi Kanna.

Nawa Sensei: Sensei- Maestro, insegnante (titolo onorifico). Colui che è rispettato dagli altri (studenti) come insegnante di corde. Vedi anche bakushi, kinbakushi, nawashi.

Nawa zuri: Corda di sospensione.

Nawagashira: Gashira- inizio di… per estensione testa della corda, il doppino.

Nawajiri: La coda della corda, la parte finale, le parte non ancora attivamente interessata nella legatura. Nello Stile Yukimura è la corda che controlla le emozioni e che comunica con la persona legata.

Nawashi: Fabbricante di corda, o più recentemente artista della corda. E’ una persona che ha raggiunto un certo grado di competenza nella gestione della corda. Se siete chiamati Nawashi in Giappone significa che il vostro lavoro con le corde è considerato molto buono, in quanto il metro di giudizio e le aspettative sono abbastanza alti e non si limitano al solo “gioco” con le corde. In accordo con le ricerche di Master “K”, Yukimura Haruki ipotizza che le origini di questo termine applicato allo shibari siano da attribuire a Minomura Kou (Kitan Club) negli anni 50. Vedi anche bakushi, kinbakushi, nawa Sensei.

Newaza: Dalle arti marziali, l’insieme delle tecniche a terra. Vedi anche “Yukawaza”.

Ninoude shibari: Nome arcaico per una legatura dove le mani e la parte superiore delle braccia sono legate dietro al corpo con una corda che si intreccia solo su di loro. Tutte le corde rimangono dietro il corpo senza passare mai sulla parte anteriore. Anche noto nella pratica moderna come Jouwan Gote shibari, oppure Ude Kake Gote shibari.

Nodome: dome- frizione; No-domeの留め o anche No-no-ji-domeのの字留め significa “frizione con la forma di No”(の simbolo grafico della sillaba No nell’alfabeto Hiragana). In inglese “mounter hitch”. Vedi anche Uranodome.

Nureki Chimuo: Asakusa, Tokyo nel 1930 – 9 settembre 2013 (83 anni). Nawashi, scrittore e editore.

-O-

Osada Eikichi: 15 marzo, 1925 prefettura di Tochigi,  12 setembre 2001. (76 anni), Nawashi.

Osada Steve: Nawashi.

Oujou shibari: classico esempio di shibari fatto per creare imbarazzo (shuuchi) nel soggetto legato all’hashira, mentre è inginocchiato con le caviglie incrociate e legate in modo da aprire le gambe.

-R-

Randa Mai: Nawashi.

Rokkaku: esagono, l’insieme delle frizioni che compongono un esagono sul retro di vari takate kote ( es: Osada Steve ryu 3tk).

Ryo-ashi zuri: Qualsiasi sospensione in cui entrambe (ryo) le gambe (ashi) sono legate e sospese insieme. A seconda della fonte di referenza, ci sono vari stili di sospensione in cui tale tecnica è usata.
Suspending your model with both (ryo) legs (ashi) together, i.e. binding both ankles together.

Ryo-ashi sakasa zuri: Sospensione per le caviglie con entrambe le gambe legate insieme.

Ryo-tekubi: Semplice legatura dei polsi (insieme).

Ryou ashi gattai ichimonji shibari: Letteralmente significa gambe diritte legate insieme.

Ryou ashi gote kakae shibari: Letteralmente, legatura delle mani dietro la schiena abbracciando le gambe. E’ una posizione in cui la persona legata è ripiegata su se stessa in avanti, con le mani legate dietro supportando le gambe e lasciando così facile accesso ai genitali. Non consigliabile a persone poco agili. L’idea originale è di Akechi Denki. See also: Daruma.

Ryu: stile di …; metodo di …; maniera di …; scuola (di pensiero). Ci sono molti diversi Ryu, per esempio Osada Steve ryu, Naka ryu, Kanna ryu, ecc, e quando uno di questi Nawashi vi insegna, state imparando il suo stile.

Raibusho: ライブショ in katakana. L’alfabeto katakana è utilizzato dai giapponesi per scrivere le parole straniere e viene utilizzato imitando i suoni di queste parole. Ovviamente con un certo grado di approssimazione in quanto non dispone di tutte le lettere di un alfabeto occidentale (per esempio non hanno la L e la rimpiazzano cn una R). Quindi in questo caso Raibusho= Laivsho= Live show = spettacolo dal vivo!

-S-

Sabaki: Termine generico per le differenti tecniche usate dai diversi maestri per riavvolgere le corde.

Sakasa zuri: Sospensione inversa, dove la persona legata è appesa a testa in giù, il corpo in verticale e non è sostenuta da nessuna linea (tsuri nawa) sul takate kote.

Sakuranbo: Ciliegia. Termine utilizzato da alcuni nel bondage orientale per riferisi al “legare la ciliegia” (eufemismo per indicare il legare il sedere in maniera da dare rilievo alla ciliegia/vagina).

Santen zuri: Il soggetto è sospeso dal Takate kote e dalle caviglie, con queste ultime sollevate davanti al corpo.La parola “santen” significa cima di montagna o picco. In questa posizione si suppone che il soggetto vi assomigli.

Sarugutsuwa: Parola tradizionale per intendere un bavaglio. Un bavaglio comunemente usato è il Tenugui.

Semenawa: Seme- tortura, nawa- corda; Significa quindi corda della tortura/bondage della tortura.

Seito: Studente, ma più precisamente discepolo, è quindi un titolo che deve essere riconosciuto, per esempio, dal Sensei. Prendere qualche lezione da un maestro non fa di voi un Seito di questo maestro. Vedi anche Deshi.

Seiza: Il modo tradizionale di seduta, il “modo giusto per sedersi”, “seduta tranquilla”. La prima cosa da fare per sedersi in stile seiza è inginocchiarsi sul pavimento, sedersi poi coi glutei sui talloni e collo del piede sul pavimento. Le mani giunte sulle ginocchia e schiena dritta.

Sensei: Insegnante, Maestro, Dottore. E’ un titolo onorifico.

Shakuhachi: E’ il nome flauto tradizionale giapponese, però è anche una legatura con le braccia unite davanti al corpo. La versione contraria del shakuhachi è lo strappado.

Shibari: Tessere (un tessuto), legare (cose), l’azione di legare qualcuno. L’evoluzione dello shibari, da tecnica usata solamente per imprigionare e torturare a sofisticata arte erotica, ha impiegato quasi 100 anni a maturare, è quindi comprensibile che per gli occidentali la terminologia sia un po’ confusa. La parola shibari, per i giapponesi non avvezzi alle pratiche SM, significa semplicemente “tessitura”!

Shikominawa: Shikomi- Preparazione, è la corda usata come punto di ancoraggio per la sospensione. Questa corda preparatoria viene attaccata al soffito e fatta scendere per attaccarvi un moschettone, un anello, o le linee di sospensione. Altrimenti detta anche “Tsuri shiro” (castello della sospensione).

Shuuchi nawa: Shuuchi- timidezza, vergogna; quindi è la “corda per imbarazzare”.

Suruga-doi Shibari: E’ una tecnica di tortura del 16 ° secolo Tokugawa;  Le mani e i piedi sono legati dietro la schiena della vittima, e sono appesi al soffitto con una pietra sulla schiena. E ‘una tecnica che può essere utilizzata anche in shibari, ma è davvero molto dura da sopportare. E’ simile a Tanuki però al contrario.

-T-

Tejou shibari: Semplicmente, manetta di corda.

Takate kote: vedi Ushiro takate kote

Takenotsue shibari: Takenotsue oppure Takezao shibari – legare qualcuno usando un palo di bambù, un bastone o una verga. Esistono infinite varianti di questa legatura che nasce nel Giappone feudale.

Tanuki zuri: Letteralmente tasso o procione, presenti in tante leggende del folclore giapponese. In questa legatura le mani e i piedi del soggetto vengono legati insieme davanti al corpo, e poi il soggetto viene sospeso nella maniera in cui spesso si legano le prede dopo una caccia. Nel corso del tempo è stata resa popolare da Randa Mai la posizione inversa (a faccia in giù, Suruga-doi). Si può fare il tanuki anche senza sospensione, però in questo caso non c’è bisogno di menzionare “Tsuri

Tasuki: Cordino utilizzato per “arrotolare” le maniche di un kimono. “Tasuki shibari”, legatura con una corda che si incrocia davanti al petto come un tasuki.

Tawara shibari: Il covone. Così chiamata perché ricorda il modo in cui i covoni di riso venivano legati nei campi dai fattori. La parte alta del busto è avvolta nella corda varie volte con le mani legate individualmente alle gambe appena sotto ai glutei. Spesso le gambe sono legate insieme con altri giri di corda orizzontali (e il busto di solito fissato con una corda ad un punto di sicurezza) e in seguito tutti  questi giri orizzontali collegati con vari passaggi verticali a formare il classico disegno.

Tekubi: Polso.

Tengu shibari: Legatura del demone. Così chiamata perché al soggetto vengono legate le braccia in una maniera che ricorda le ali dei demoni nelle illustrazioni mitologiche tradizionali giapponesi. In questa legatura ogni polso è legato al rispettivo braccio e poi tirato leggermente all’indietro e fissato ad un’imbracatura sul torso.

Tenugui: Asciugamano, panno tipicamente usato come bavaglio e benda.

Teppo/Teppou shibari: Legatura asimmetrica che prende il nome dalla forma che le braccia assumono e che assomiglia ad un fucile (teppo)  portato a tracolla. Conosciuta anche come “Kariudo shibari”(cacciatore). E’ possibile utilizzarla anche in sospensione e il nome sarà “teppo zuri shibari”.

Tomoe: la virgola, così chiamata perché ne ricorda la forma. Tecnica utile ed estremamente piacevole per cambiare la direzione di una corda senza usare nodi.

Torinawajutsu: Torinawa- corda per legare i criminali, Jutsu- arte, mezzo, tecnica. Vedi Hojojutsu.

Tsuginawa: Tsugi- successivo, seguente. E’ una tecnica per unire due corde e creare una corda lunga, un’estensione di coda.

Tsuka maki – il manico di spada. I giri avvolti stretti di una corda intorno a se stessa usati per completare molte legature.

Tsukue shibari: Termine generico per indicare la legatura della persona a un tavolino basso, preferibilmente utilizzando le gambe del tavolino come punti di ancoraggio.

Tsuri: Tutte le sospensioni. Il soggetto è legato e sospeso a mezz’aria ad un punto di supporto sicuro. È la seconda tra le modalità classiche di tortura (tsurizeme) del Giappone Tokugawa, adesso sviluppatasi nella principale pratica di gioco shibari e nelle performance degli SM club. Quando è preceduto da un’altra parola diventa “Zuri”. Vedi anche “tsurizeme”.

Tsuri nawa: la linea di sospensione. vedi anche Nawa zuri.

Tsuri otosu: Far cadere dalla sospensione. Quando si taglia volutamente la linea principale di sospensione e la persona legata cade (sorretta solo dalle altre linee di sospensione).

Tsurizeme: Essere legati e sospesi con le corde. La quarta tecnica di tortura usata durante il periodo Edo. Vedi anche tsuri.

-U-

Uranodome: E ‘un nodome capovolto, quindi ha la parte piatta rivolta verso l’alto.

Ushiro te shibari: Mani legate dietro la schiena.

Ushirode shibari: Genericamente una legatura dietro al corpo.

Ushirode-gassho shibari: Mani in preghiera al contrario. Gassho, dal buddismo, significa che le mani premute insieme con le dita sono rivolte verso l’alto in posizione di preghiera. E’ di solito chiamata col termine inglese “reverse prayer”. Solo per persone molto flessibili! Conosciuto anche come “Ushiro-te Kannon”.

Ushirode Takate-kote shibari (o Gote): La forma classica del box tie che è il mattone da costruzione di quasi tutte le legature dello shibari-kinbaku. Le braccia sono legate dietro la schiena parallele al suolo con i gomiti piegati ad angolo retto tenuti in posizione da giri di corda che passano sopra e sotto al petto. Ne esistono innumerevoli varianti, dalle più semplici alle più complesse. Le fonti che hanno fatto riferimento a questa legatura sono così tante che negli anni si sono diffusi moltissimi modi di scriverne il nome di questa legatura con i caratteri romani. Per esempio, a volte viene chiamata semplicemente Takate-kote oppure Takate shibari, a volte più semplicemente Go- Te, Gote o Kote shibari, a volte addirittura scritto semplicemente Ushirotakategote. La ragione principale di questa varietà è che ci sono due scuole di pensiero su questa famosa legatura. Una delle due tecniche è quella sopra descritta, l’altra invece si basa sul fatto che il termine “Taka te kote” va usato solo per le legature in cui le mani sono incrociate alte (taka) dietro la schiena. Una posizione troppo difficile per la maggior parte delle persone. Per le legature che utilizzano la classica forma con le braccia parallele al suolo, questa seconda scuola di pensiero preferisce utilizzare il termine Go-te, Gote o Kote shibari.

Ushirotakategote Isujyou-M-Ji Kaikyaku shibari: Tradizionale legatura giapponese ad un sedia, dove le mani del soggetto sono legate in un Takate-kote e le gambe/piedi vengono sollevati e legati ai braccioli o ai lati della sedia in modo che il soggetto ricordi la lettera M.

Ushirode Tasuki shibari: legatura della parte superiore del corpo dove i polsi sono legati dietro la schiena a formare una “W” e la corda, passando sopra le spalle, va formare una “X”incrociandosi sul petto. Questo termine nasce dal nome del cordino spesso usato per tenere avvolte le maniche del kimono. Spesso viene semplificato in Tasuki shibari.

Ushiro-te Kannon: Kannon è la Dea della misericordia, questa legatura imita la Dea nell’atto di pregare Però con le mani legate dietro la schiena. Vedi anche”Ushirode-gassho shibari”.

Utsubuse zuri: qualsiasi sospensione a faccia in giù.

-W-

Wabi sabi: Filosofia giapponese che si estende in ogni aspetto della vita Zen e si basa su 3 principi: nulla dura, nulla finisce e nulla è perfetto. Con “Wabi” si intendo un’umiltà intenzionale, una mancanza di materialismo e una profonda connesione con l’ambiente. “Sabi” letteralmente si traduce col “fiore del tempo”. Insieme “Wabi Sabi” è la bellezza delle cose “imperfette, impermanenti e incomplete”. Ci sono sette principi di Wabi-Sabi:
Fukinsei; asimmetria e irregolarità – Kanso; semplicità – Koko; alterato – Shizen; senza pretese, naturale – Datsuzoku; libero da convenzioni – Seijaku; tranquillità – Yugen; grazia sottilmente profonda, non ovvio.

Wadome: come un Nodome, stessa forma, però fatto al contrario.

Waranawa: Corda di riso. Vedi anche Aranawa.

-Y-

Yoko zuri: Yoko letteralmente tradotto significa “lato”. Questo termine si riferisce a qualsiasi sospensione in posizione laterale.

Yotsunbai: letteralmente “a 4 zampe”.

Yukata: Kimono estivo.

Yukimura Haruki: (1948-2016) Nawashi, produttore di video. Motto: Ude ha Nawa, Nawa ha Nawa, il braccio è una corda, la corda è una corda.

Yukawaza: Yuka- pavimento, palco; Waza- tecnica, arte, abilità. letteralmente quindi, tecnica al suolo, vedi anche “Newaza”.

-Z-

Zazen shibari: Legatura in posizione di preghiera buddista in cui i monaci siedono a gambe incrociate (stile indiano). Vedi anche: Agura Shibari.

Zenpou takate shibari: Legatura frontale a mani in alto. Vedi anche: Jiai shibari.

Zuri: “Tsuri” diventa “zuri” quando è preceduta da un’altra parola che indica il tipo di sospensione, es: Yoko zuri.

 

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